giovedì 13 novembre 2008

La città riflette i suoi cittadini ?

E' ormi un mese che occupo il suolo Peruano e non presento più ne disturbi gastrointestinali ne tantomeno mi meravigliano le situazioni delle prime settimane, ma sono in piena FASE DUE ( cosa che Prodi non è mai riuscito a fare ;).
Non rifletto più su ciò che vedo, ma su ciò che vivo.......
Vivo una Città caotica (e questo è comprensibile con 8 milioni di abitanti) una città pericolosa( la dicotomia sociale è molto acuta o ricchi ricchi o poveri poveri) molto poco accogliente (impossibile girare a piedi e i mezzi sono letali e il verde te lo scordi o è privato e ben difeso da alte cancellate).....
Ma Lima non è solo questo, e mi ci è voluto tempo per capirlo, è anche persone che lavorano 12 ore al giorno per sbarcare il lunario, visi tesi ed ostili che però si squagliano e diventano confidenziali e aperti al dialogo con un sorriso.
Come la polvere del deserto (che la circonda come un abbraccio letale) copre tutto, così le contraddizioni sociali, la povertà, le regole di competizione esasperate non scritte la ricoprono e la opacizzano cancelando secoli di storia e lo strato sociale che dovrebbe essere l'anima della città stessa.
La storia e la cultura peruviana ( che sto provando faticosamente di scoprire ) è stata stuprata prima dagli spagnoli che ne hanno abusato senza scrupoli imponendo la loro religione, la loro " cultura" e la loro lingua. Poi come se non bastasse una politica filooccidentale e corrotta ha compiuto un'altro stupro e l'ha privata del poter essere artefice del suo futuro annullndole la volontà e la sua consapevolezza in cambio della Coca-Cola e del MacDonald.
Ogni peruviano sa che potrà contare solo su se stesso e che dovrà lottare contro tutto e tutti per sopravvivere e che contare su qualcuno equivale ad avere la certezza che sarai fregato.
Ma come nel caso di una persona che ha subito violenza, anche un polpolo può riuscire a reagire, ma per farlo deve partire da se stesso.
Come un sorriso squaglia una singola persona, forse, cercare di ridare dignità a un popolo e a una cittadinanza partendo da loro stessi potrebbe essere la strada giusta.

Quindi partecipazione e decentramento possono essere le uniche soluzioni.
Che poi sono la risposta che do anche a problemi di casa mia.

PROBLEMA:

Ogni quartiere riceve una buona parte delle tasse degli abitanti e delle transazioni economiche (IVA)del quartiere stesso da reinvestire autonomamente e in loco.
Domanda: Questa pratica di utilizzo delle tasse alla " leghista estremo " a chi giova? è sostenibile?

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